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GEOPORTRAITS – Ritratti da esplorare 


Come conferire ai luoghi di Google Maps una nuova vita attraverso l’arte

Attivo già da anni in un ambito di ricerche che coinvolge il rapporto tra illustrazione, arte e nuove tecnologie, Giuseppe Di Dio è stato pioniere nella creazione dei “Geoportraits”, ritratti geografici – attraverso la fruizione dell’arte digitale, – i quali assumono le sembianze dei territori di appartenenza degli individui raffigurati. Investigando un’inedita forma d’arte per mezzo delle tecnologie, ha creato una sua personale identità caratteristica; fondamentale dei suoi lavori è il rapporto tra l’uomo e la Terra. Google Earth è diventato il principale strumento di lavoro dell’artista. Utilizza il mosaico caotico di case, strade, vie e monumenti di Google Maps come tela per i suoi ritratti di grandi e piccole dimensioni, assemblando elementi geografici e urbanistici per costruire figure tra l'antico e il contemporaneo. L'artista crea e compone immagini altamente figurative avvalendosi di un'ampia scelta di supporti tangibili attraverso una vasta gamma di superfici e contesti digitali.

Il procedimento creativo parte dal tentativo di “sincronizzare” i lineamenti di un viso con le strutture topografiche esistenti su Google Earth. Dopo aver acquisito una serie di dati, l’artista crea dei tracciati geolocalizzati che fissano i caratteri somatici del personaggio a luoghi significanti scelti nell’intera estensione spaziale terrestre. I ritratti sono realizzati con la funzione di essere esplorati attraverso tutti quegli elementi appartenenti al luogo scelto, che l’artista ha deciso di inserire al suo interno. Città e regioni assumono nuove sembianze, dei nuovi volti, costruiti attraverso la stratificazione di strade, vie, piazze, quartieri di un determinato luogo. L’artista crea un inedito linguaggio artistico per i suoi ritratti. A partire dall’era della Preistoria, il ritratto porta con sé la memoria umana attraverso la fisionomia. Dalla Signora di Brassempouy- un frammento di una statuetta in avorio risalente al paleolitico superiore e la più antica rappresentazione realistica di un volto umano mai trovata-, alla Gioconda di Leonardo Da Vinci, dipinto nel primo Cinquecento, sino all’iconica Marilyn di Andy Warhol del 1962, giungendo oggi ai ritratti geografici di Giuseppe Di Dio.

Da sempre pervade la necessita di imprimere – su diversi supporti e mediante svariate tecniche artistiche - volti di personaggi illustri di ogni epoca, e nel caso di Di Dio, volti che hanno avuto una particolare influenza nella sua vita e che in modo diverso, hanno cambiato per sempre l’umanità. Sulla base di ritratti già esistenti e celebri a cui l’artista si è ispirato, egli propone dei ritratti geografici, attribuendo ai suddetti nuove chiavi di lettura. Immortala non tanto la figura in sé, ma la sua presenza sul territorio descritto, di conseguenza, il rapporto tra l’uomo e la Terra. Il profilo di Salvador Dalì assume le sembianze della Catalogna, il volto di David Bowie diventa la cosiddetta Square Mile illuminata di notte, Freud e Beethoven si imprimono dei colori delle rispettive terre, Leonardo Da Vinci si trasforma nella Milano del Quattrocento e il Sommo poeta delinea la Firenze dantesca. Si tratta di Ritratti da esplorare; partendo da una visione d'insieme, a 360 gradi, in cui è visibile il volto del personaggio illustre in una variegata tavolozza di colori, ovvero la nostra Terra, lo spettatore si addentra piano piano nel mondo interiore e geografico della figura ritratta. Le opere, in questo modo, rappresentano sia la persona raffigurata, sia gli scenari della sua amata terra.

La fisionomia della figura ritratta diventa una mappa da scoprire. Si tratta di ritratti costruiti attraverso la storia dei luoghi che hanno segnato il percorso e la vita dei personaggi in mostra; ritratti inediti, in forma site-specific, indirizzati a mostrare non solo il profilo della figura ritratta - volti noti al grande pubblico -, ma soprattutto, una parte della loro storia, legata inevitabilmente ai luoghi che hanno segnato da sempre la loro esistenza. Gli atomi compositivi non costituiscono solo ciò che si vede attraverso lo sguardo, talvolta, come afferma il piccolo principe, “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”. Gli elementi geografici e urbanistici possono essere le parti anatomiche che compongono il volto, ma osservando attraverso un sentimento romantico, questi rappresentano soprattutto i macro-universi presenti in ciascuna persona ritratta.
"L'uomo e la sua terra, un'influenza reciproca che trasforma luoghi e personalità. Ritratti di uomini realizzati mediante il segno terrestre. I Luoghi, le città, i percorsi raccontano la vita di grandi protagonisti." Il legame indissolubile e imprescindibile tra l’uomo e la sua terra, in cui egli è nato o cresciuto, avviene sin dalla tenera età; nonostante tutti i viaggi che egli possa compiere, e tutto ciò che può accadere negli anni, egli tornerà sempre da lei, dalla sua terra feconda, che come una madre, si prende cura di lui. Le opere parlano di legami autentici e profondi con le rispettive città e regioni. Così il luogo esprime un rapporto di vicinanza infinita, come quella che è per natura tra il padre ed i figli, e diviene così il proprio rifugio; dove salvaguardare ricordi personali, tradizioni, speranze per il futuro. Questi luoghi costituiscono città del mondo antico calate nell’interiorità della coscienza, creando una dimensione religiosa.

Allo stesso tempo, non è scontato provare un sentimento verso il luogo in cui si è nati. Per molti individui non ha avuto rilevanza alcuna. Varie possono essere le ragioni per cui non nutrire dei sentimenti verso il Paese natio. Non è primario il luogo di nascita quanto il luogo in cui si è cresciuti. Un ruolo notevole viene svolto anche dal luogo di attinenza, poiché conserva la storia della famiglia. Di fondamentale importanza anche il luogo in cui si sono raggiunti sogni e obiettivi.

Allora di quali luoghi parla Di Dio nei suoi Geoportraits?

Leonardo in Milano s’incentra sul rapporto che il grande genio ha avuto con la città meneghina, dove sin da subito ha avuto terreno fertile. Beethoven in Vienna intende celebrare l’unione tra Beethoven e la città di Vienna, centro urbano che accolse a braccia aperte il celebre compositore. Raffaello in Urbino racconta lo stretto legame tra il grande pittore e la città natia. Dalì in Catalogna è l’emblema del perfetto incastro tra soggetto e luogo natale; la Cataluña e stata un punto di inizio e di arrivo per il pittore surrealista. Freud in Moravia mette in luce le strade della sua città d’origine, percorsi che sembrano condurre alla chiave per aprire i segreti dell’anima. Dante in Firenze celebra il legame forte e controverso con la sua città natale, Firenze. Bowie in London illustra la forte connessione tra David Bowie, una delle più grandi rock star di tutti i tempi e la città cosmopolita londinese, dove nacque e dove trovò terreno fertile.

I Geoportraits di Di Dio mettono in risalto l’influenza reciproca tra l’uomo e la sua terra, una potente sinergia che trasforma luoghi e personalità.

                                                                                                                          

di Alisia Viola